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Proseguiamo con l’intervento dell’On. Chiara Gribaudo – componente XI Commissione Camera (Lavoro Pubblico e Privato) – Vice Presidente Deputati PD – edito sulla nostra rivista collegata alla manifestazione.

La Commissione lavoro della Camera dei Deputati ha affrontato negli ultimi mesi un importante percorso di audizioni, ospitando esperti, sindacati, associazioni di categoria e rappresentanti delle istituzioni, per approfondire lo stato della riforma degli ispettorati del lavoro, avvenuta nel 2017.

L’Ispettorato nazionale del lavoro è infatti pienamente operativo dal 1° gennaio 2017. Attualmente sul totale del personale INL pari a 4940 dipendenti, ci sono solo circa 1800 funzionari ispettivi effettivamente impegnati in attività ispettiva di vigilanza esterna. Questi esercitano la propria attività in coordinamento con gli ispettori INPS ed INAIL, nonché con il personale delle ASL: collettivamente gli ispettori esercitano un’importantissima attività sul territorio nazionale, che concorre a garantire la sicurezza e la legalità sui luoghi di lavoro.

Fra le problematiche emerse, vi è innanzitutto la difficoltà dovuta alle differenze di software fra i vari ispettorati e alla mancata integrazione dei database, che inficia l’orientamento e la programmazione dell’attività ispettiva nei confronti delle imprese che evidenzino fattori di rischio sul piano del lavoro irregolare, dell’evasione ed elusione contributiva e degli illeciti penali.

È stato inoltre rappresentato come gli ispettori del lavoro siano tra i funzionari pubblici del lavoro, per i compiti istituzionali a loro affidati, tra i più esposti ad aggressioni fisiche e verbali, e come manchi ancora a tal riguardo la valutazione dei rischi e la valutazione dello stress lavoro- correlato per la sicurezza e la salute dei propri lavoratori in modo tale da tener conto delle reali esigenze e particolarità lavorative della funzione ispettiva. Servono inoltre garanzie assicurative per tutelare l’attività lavorativa ed i rischi professionali degli ispettori del lavoro, e un regolamento per la difesa legale degli ispettori per cause di servizio.

Molti, fra gli auditi, hanno manifestato la necessità di una struttura più orizzontale e flessibile. Opportuna appare l’armonizzazione dei trattamenti retributivi accessori e le indennità, introducendo preferibilmente

una specifica indennità di Ispettore del lavoro finalizzata al riconoscimento del ruolo svolto e del disagio patito per la funzione esercitata dagli ispettori del lavoro in forza all’ispettorato, anche attraverso la contrattazione collettiva di secondo livello per eliminare il gap salariale con le retribuzioni accessorie dei funzionari ispettivi Inps ed Inail.

Occorre inoltre prendere una decisione definitiva rispetto al ruolo dei tre ispettorati e all’opportunità di interrompere o proseguire l’esaurimento dei ruoli degli ispettori di INPS e INAIL. L’indagine conoscitiva ha visto un’opinione quasi unanime sul fatto che unificare gli ispettorati sia utile, però servono più risorse, condivisione delle banche dati e più personale. Finita l’indagine ora è necessario sedersi tutti intorno a un tavolo e decidere in maniera collettiva la sorte di questi istituti, con l’unico obiettivo di avere la migliore attività ispettiva possibile, di cui il Paese ha estremamente bisogno. 

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