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Nei giorni scorsi si è rinnovato nella continuità il vertice per il prossimo quadriennio 2023 – 2027 della Federarchitetti, Associazione Sindacale aderente a Confedertecnica che tutela gli interessi di architetti e ingegneri liberi professionisti.
Alla guida dell’Associazione è stato confermato l’arch. Nazzareno Iarrusso e a coadiuvarlo nel nuovo Consiglio Direttivo Nazionale saranno Roberto Maraia da Rimini (vice Presidente), Pasquale Iaselli da Caserta (Segretario), Loredana Regazzoni da Varese (Tesoriere), Maria Rosaria Guarino da Benevento (Segretario coordinatore), Caterina Patrocinio da Genova e Giacinto Indelli da Potenza.
“Costruire le tutele per i liberi professionisti”. E’ questo il corso che il nuovo vertice di Federarchitetti vuole imprimere all’Associazione Sindacale
“L’architetto ed ingegnere libero professionista – espone il Presidente Nazzareno Iarrusso “ – si trovano sempre di più soli a combattere gli attacchi provenienti dai soggetti forti, meglio organizzati ed attrezzati ad affrontare le sfide che la complessità e la globalizzazione impongono, rimanendo molte volte vittime di tali processi. Per una professione che si indirizza sempre di più verso le nuove tecnologie vi è la necessità di formare qualitativamente e costantemente l’architetto e l’ingegnere libero professionista al nuovo corso creando le condizioni anche per i giovani di inserirsi nel mondo della libera professione.”
“Una particolare attenzione – prosegue il Presidente Federarchitetti – deve essere rivolta alla professione al femminile che risulta costantemente e positivamente in continua crescita. Non bisogna dimenticare che le donne assolvono anche ad una funzione sociale che lo Stato ha da tempo abdicato: esse sono professioniste, mamme, mogli e figlie assolvendo quotidianamente e contemporaneamente a tutti questi compiti. Occorre favorire la loro attività professionale alleggerendo il carico di impegni che quotidianamente sopportano favorendo, per esempio, la realizzazione di micro asili nido all’interno degli studi professionali attraverso contributi pubblici o detrazioni fiscali. Noi ci battiamo da sempre, e lo faremo con maggiore forza, perché la nostra professione sia riconosciuta come fattore produttivo e di benessere per la società”.

EBIPRO
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