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I quattro giovani ingegneri, Domenico Orsi, Beniamino Izzo, Antonio De Stefano e Davide Cervone, presentati lo scorso giugno al padiglione Federarchitetti di Tecnology Hub, la Fiera di Milano sulle innovazioni tecnologiche, hanno realizzato, per la prima volta mondo, una nuova stampante 3D portatile e biodegradabile.

Si chiama Poly la stampante che il team di ingegneri ha presentato allo SMAU, l’evento di riferimento nei settori dell’Innovazione e del Digitale per imprese ed enti locali tenutosi a Napoli nel mese di Dicembre.

Poly nasce per essere utilizzata a scopo educativo ma si presta anche ad un utilizzo professionale ed è la prima stampante 3D costruita con materiale biodegradabile che le consente, a fine vita, di dissolversi in poche ore in un sito di compostaggio. L’acido polilattico, la bioplastica ad impatto zero con cui è costruita, è ricavata dagli scarti dell’industria agroalimentare, per esempio dall’amido di mais, oppure da quello di grano e patate. Un’altra caratteristica innovativa è il funzionamento a batteria che la rende portatile e la differenzia dalla tradizionali stampanti 3D.

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