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Si è conclusa a Perugia il 17 maggio, presso la sala Brugnoli di Palazzo Cesaroni – Piazza Italia 2 –
la “XIV GIORNATA NAZIONALE PER LA SICUREZZA NEI CANTIERI” promossa dalla Federarchitetti, dopo gli eventi dei giorni precedenti organizzati da diverse nostre Sezioni Territoriali.
La manifestazione ha lo scopo di favorire una crescita della “cultura della sicurezza sui luoghi di lavoro” ed una maggiore sensibilizzazione, sia dell’opinione pubblica, che degli addetti ai lavori, sul tema della sicurezza nei cantieri, che ci vedono presenti e protagonisti con ruoli di elevata responsabilità, morale, prima ancora che professionale.
“Come noto – ha affermato il Presidente Federarchitetti – per ciascuna delle edizioni passate delle Giornate, viene proposto un tema/argomento di attualità che fa da filo conduttore alla manifestazione ed a tutte le forme di comunicazione.
È proprio in questo spirito che il tema scelto per la “XIV Giornata Nazionale per la Sicurezza nei Cantieri” è “IL CANTIERE DIGITALE”, ovvero l’utilizzo di sistemi tecnologici all’interno del cantiere per ridurre i rischi e gli infortuni sul lavoro e sottolineare il progresso normativo e culturale del settore atto a garantire la sicurezza delle maestranze edili.
In questi quattordici anni abbiamo analizzato e formulato risposte a diverse tematiche sul miglioramento degli incidenti ed infortuni sul lavoro facendoci formulare un decalogo sulle cose ancora da fare per migliorare il controllo e la cultura, intesa come prevenzione, sulla sicurezza sul lavoro:
1) – far rientrare nei costi per la sicurezza, e quindi non soggetta a ribasso, anche gli onorari per CSP e CSE;
2) – affidamenti de li incarichi per CSE e CSP basati su metodi qualitativi dei concorrenti e non sull’offerta più bassa;
3) – istituzione dell’Albo dei CSE e CSP presso il Ministero del Lavoro o del MISE;
4) – controllo sulla formazione e sui soggetti abilitati per renderla come vero momento di apprendistato e non come mero adempimento burocratico;
5) – riconoscere, ai liberi professionisti, la parte formativa inerente i Vigili del Fuoco sia per l’aggiornamento per la legge 818/84 che per il Dlgs n, 81/08 e viceversa;
6) – obbligo di formazione, in materia di tutela della salute e sicurezza nei luoqhi di lavoro, dell’imprenditore o del soggetto responsabile dell’Azienda prima dell’iscrizione della stessa alla Camera di Commercio;
7) – finanziare, con le risorse del FSE, la formazione sulla Sicurezza anche per i liberi professionisti;
8) – far partecipare, alla Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro, Istituita ai sensi dell’art, 6 del Dlgs n, 81/08, anche le Associazlonl Datorlali del Liberi professionisti dell’area tecnica;
9) – negli uffici periferici delle ASL preposti al controllo nei cantieri, favorire la presenza di dipendenti di area tecnica invece di quella sanitaria;
10) – promuovere nelle scuole la cultura della tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro anche attraverso l’alternanza scuola – lavoro.
Alcuni punti del decalogo oggi sono inclusi nella normativa di settore, come l’obbligo di formazione, in materia di tutela della salute e sicurezza nei luoqhi di lavoro, dell’imprenditore o del soggetto responsabile dell’Azienda prima dell’iscrizione della stessa alla Camera di Commercio; mentre su alcuni altri punti oggi si inizia ad
approfondire e rendere operativa la tematica come quella di promuovere nelle scuole la cultura della tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro anche attraverso l’alternanza scuola – lavoro.
Sottolineiamo, ancora una volta, che gli unici soggetti effettivamente formati con un corso di ben 120 ore e l’obbligo di formazione continua di ben 40 ore nel quinquennio successivo sono i tecnici liberi professionisti ed alcune altre figure previste dal Dlgs. n. 81/08, mentre sono esclusi da qualsiasi obbligo formativo e di conoscenza della materia le altre due figure principali previste dalla succitata normativa, ossia il committente e l’imprenditore
assuntore dei lavori. Bastano poi 16 ore di formazione per far entrare in cantiere il lavoratore.
Si è dell’opinione che il DLGS. n. 81/2008 oggi sia un punto di riferimento validissimo basato su tre principi importanti: formare, prevenire, reprimere, bisognevole solo di qualche ritocco e di attuazione in qualche punto. Invece c’è ancora bisogno di intervenire sulla formazione e prevenzione ritenendo che la repressione debba avere un ruolo marginale se funzionano bene i primi due principi.
L’odierna “Giornata” focalizza l’attenzione sul “Cantiere Digitale” ovvero sulla nuova tecnologia che può essere impiegata per ridurre le morti e gli incidenti sul lavoro.
I cantieri digitali rappresentano l’applicazione delle tecnologie digitali, come il Building Information Modeling (BIM), l’Internet delle cose (IoT), la realtà aumentata (AR) e l’intelligenza artificiale (AI), nei processi di progettazione, costruzione e gestione delle opere edili.
Questa innovazione consente la creazione di un ambiente di lavoro connesso, in cui dati e informazioni sono facilmente accessibili e condivisi tra i vari attori del progetto.
E’ perciò evidente che non è possibile più concepire il lavoro così come fatto fino ad oggi: è necessaria una collaborazione continua tra tutti gli stakeholder impegnati nel processo edilizio, la condivisione di informazioni, lo scambio di dati, il lavoro online, flessibile, efficiente, ovunque e con chiunque.
L’uso di alcune tecnologie digitali saranno a breve di uso obbligatorio per la gestione dei lavori come il BIM che dal gennaio 2025 sarà applicato in ambito pubblico per lavori inferiori al milione di euro in applicazione del DM 560/2017 e s.m.i.
Il BIM è una piattaforma digitale sulla quale interagiranno i vari stakeholder dell’opera da realizzare dalla fase iniziale propedeutica al progetto, alla realizzazione dell’opera, alla sua manutenzione fino alla sua eventuale demolizione.
L’inserimento poi delle altre tecnologie come:
L’Internet delle cose (IoT) è un elemento chiave dei cantieri digitali. Sensori e dispositivi intelligenti vengono utilizzati per monitorare in tempo reale lo stato di un cantiere, dalla posizione delle attrezzature all’andamento dei lavoratori. Questi dati vengono raccolti e analizzati per migliorare la gestione delle risorse e la sicurezza sul posto di lavoro. Ad esempio, i sensori possono rilevare l’usura delle attrezzature, consentendo la
manutenzione preventiva per evitare costosi fermi di produzione.
La realtà aumentata (AR) è un’altra componente dei cantieri digitali che sta rivoluzionando la progettazione e la costruzione. I visori AR consentono agli operatori di sovrapporre informazioni digitali al mondo fisico, rendendo possibile la visualizzazione di un edificio ancor prima che venga costruito. Questo non solo accelera la fase di
costruzione, ma consente anche ai lavoratori di comprendere cone dovrà essere realizzata l’opera e quali sono i rischi cui deve porre attenzione.
l’Intelligenza Artificiale (AI) gioca anche un ruolo fondamentale nella promozione della sicurezza nei cantieri in quanto consente di avvertire il lavoratore anticipatamente sui rischi cui va incontro in quella specifica lavorazione.
L’adozione di tecnologie digitali nei cantieri – ha concluso il Presidente Iarrusso – offre un notevole valore aggiunto, migliorando l’efficienza, la sicurezza, la comunicazione e la sostenibilità nel settore delle costruzioni.”

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