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I Consigli Nazionali degli Ingegneri e degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori, Inarcassa e la sua Fondazione, i Sindacati e le Associazioni, a nome dei loro iscritti Ingegneri e Architetti, esprimono massima preoccupazione per le tante criticità registrate nel nuovo Codice degli Appalti e sollecitano il Legislatore a sciogliere in tempi rapidi, i nodi rilevati, agendo con leale collaborazione nei confronti delle due categorie professionali, nel rispetto degli impegni presi con il PNRR e della più ampia ripresa del Paese.
In particolare, i partecipanti al Tavolo delle libere professioni evidenziano le seguenti problematiche emerse nel testo del nuovo Codice:
• il ricorso esteso all’appalto integrato. Ciò significherà affidare alle imprese non solo l’esecuzione, ma anche la progettazione dell’opera, delegando tutto il processo al soggetto che ha i maggiori interessi economici e ponendo gli stessi progettisti in condizione subalterna, eliminando la centralità del progetto e togliendo alle Stazioni Appaltanti la gestione dello stesso;
• l’affidamento in via preferenziale degli incarichi di Progettazione, Direttore dei Lavori e Collaudo a tecnici interni alla Pubblica Amministrazione. Si andrà ad aumentare il carico lavorativo di uffici spesso già oggi sottodimensionati, con il rischio che gli stessi non riescano ad evaderlo ed eliminando la figura terza di Professionista esterno, indipendente da Committente e Costruttore, garante della buona riuscita in termini tecnici ed economici dell’opera;
• la riduzione a soli due livelli di progettazione. Tale misura ha l’obiettivo di velocizzare l’iter
progettuale senza però considerare che la maggior parte dei tempi nella fase di progettazione e realizzazione, è condizionata dal pesante sistema burocratico – nulla osta, autorizzazioni e permessi – che non viene minimamente interessato, né tantomeno snellito. Inoltre, l’eliminazione ex abrupto degli altri livelli di progettazione necessita di una contestuale ridefinizione dei relativi compensi, al fine di scongiurare ricadute sulla qualità delle opere;
• la possibilità di affidare incarichi a titolo gratuito. Anche in questo caso si registra una forte discrasia tra la teoria e la pratica: in teoria ciò dovrebbe avvenire solo in casi eccezionali e motivati, in pratica si aprirà ad ogni situazione, con ricadute, ancora una volta, sulla qualità del progetto e sulle opere;
• la riduzione della validità dei curricula dei progettisti ed in particolare dei requisiti economici, ad un solo anno. Ciò comporterà l’inevitabile ricorso all’avvalimento, sistema che permette l’utilizzo di curriculum altrui, ed il subappalto delle prestazioni professionali.
Il partecipanti al Tavolo, nello specifico i rappresentanti di: CNI e CNAPPC, Inarcassa insieme alla sua Fondazione, AIDIA (Associazione Italiana Donne Ingegneri e Architetti), ALA Assoarchitetti (Associazione degli architetti e degli ingegneri liberi professionisti italiani), Federarchitetti (Associazione nazionale degli architetti e ingegneri liberi professionisti), Federazione Nazionale ASSO INGEGNERI ARCHITETTI e INARSIND (Associazione nazionale d’intesa sindacale ingegneri ed architetti liberi professionisti italiani), chiedono pertanto al Governo di rinviare l’entrata in vigore del nuovo Codice e
di avviare un confronto su questi temi con tutte le forze politiche che credono nella qualità del lavoro per “sanare le numerose storture che il testo presentato andrebbe a causare soprattutto al sistema dei lavori pubblici”. “E ‘indispensabile – concludono – evitare l’aumento dei costi delle opere, evitare il mancato controllo da parte di soggetti terzi, che legherà i liberi professionisti a doppio filo alle imprese, ed evitare il pericolo incombente di non riuscire a rispettare le scadenze previste dal PNRR”

EBIPRO
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