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Con un documento di seguito riportato, inoltrato a tutti i Delegati Nazionali Inarcassa, eletti nell’ultima tornata elettorale di marzo e aprile scorso, Federarchitetti ha sottoposto alla loro attenzione le priorità d’intervento, raccolte tra gli  iscritti, che possono essere da integrazione o di ulteriore sostegno alle misure previdenziali ed assistenziali che saranno programmate nel prossimo Comitato Nazionale per il rinnovo delle cariche sociali.

“INARCASSA – inizia il documento Federarchitetti – rappresenta uno dei pilastri fondanti il sistema previdenziale ed assistenziale degli architetti ed ingegneri liberi professionisti.

Alla vigilia di un importantissimo consesso per il rinnovo del CdA, Federarchitetti vuole ringraziare i membri uscenti per il gran lavoro svolto in questi anni per migliorare l’offerta dei servizi e il rapporto con i colleghi.

Purtuttavia molto, a nostro avviso, resta ancora da fare perchè Inarcassa acquisisca quel ruolo che possa essere di “accompagnamento” ai colleghi per affrontare le nuove e molteplici esigenze previdenziali, assistenziali e del lavoro che la società moderna richiede in modo sempre più pressante.

Federarchitetti, a tutela di tutti gli architetti e ingegneri liberi professionisti, ha anticipato e denunciato le criticità e le distorsioni che caratterizzano il settore, proponendo quanto resta da fare, ma ha anche sostenuto l’importanza di un’azione sinergica tra Inarcassa, Sindacati ed Ordini, nel reciproco riconoscimento della differenza e del rispetto dei ruoli nella società.

È giusto e opportuno allora condividere questo obiettivo, impegnandoci a rimuovere le tendenze al protagonismo e agli interessi particolari che penalizzano la nostra categoria.

Se insieme e con azioni sinergiche riusciremo a migliorare la condizione professionale dei nostri colleghi potremmo ottenere per essi migliori condizioni economiche e di reddito che comporterebbero tra l’altro, ripercussioni positive anche sul montante dei contributi che questi devono versare ad INARCASSA.

La crisi ultradecennale del settore, cui si è sovrapposta la recente emergenza sanitaria, ha messo in ginocchio il comparto delle libere professioni tecniche. E’ urgente agire opportunamente per garantire la sopravvivenza degli studi – soprattutto per il gran numero di studi di piccole dimensioni – il cui onere previdenziale diventa una parte importante della gestione finanziaria degli stessi.

Per tal motivo sottoponiamo alla Vostra attenzione le priorità d’intervento, raccolte tra i nostri iscritti, che possono essere da integrazione o di ulteriore sostegno alle misure previdenziali ed assistenziali che saranno programmate nel prossimo Comitato Nazionale dei Delegati per il rinnovo delle cariche sociali.

  1. – Sostenere l’azione dei Sindacati per costruire una proposta al Governo di urgente riforma della previdenza delle casse private, affinché – con la auspicabile riduzione della sostenibilità a 50 anni e garantendo la solidarietà generazionale – si possano liberare economie che favoriscano gli investimenti negli studi professionali a scapito dell’accumulo di risorse (attraverso INARCASSA) da destinare agli impieghi finanziari.
  2. – Introdurre l’obbligo di investire in prodotti finanziari il cui profilo di rischio sia definito “minore” dalle regole internazionali vigenti. Ciò deve valere, rispetto al rischio, anche per gli investimenti immobiliari (vedi art. 5, comma 5.3) ed in particolare per quelli aventi ricadute immediate nell’economia reale pertinenti l’attività degli architetti ed ingegneri liberi professionisti da promuovere con le dovute garanzie sulla redditività e sul ritorno degli investimenti.
  3. – riformare le modalità e le regole della trasparenza – anche eventualmente operando modifiche statutarie e regolamentari – per rendere facile l’accesso agli atti per gli iscritti e/o loro delegati;
  4. – Garantire l’importo minimo della pensione eliminando o rivedendo il parametro ISEE quale strumento di riferimento per l’adeguamento al minimo delle pensioni d’importo inferiore.
  5. – Modulare le percentuali impositive nel tempo in base all’andamento del mercato e non solo in base a criteri di sostenibilità.
  6. Riesaminare lo Statuto della Fondazione per basarlo su criteri di pariteticità dei soci includendo i soggetti di rappresentanza Ordinistici e Sindacali e renderlo operante unicamente su interessi condivisi di sostegno e di sviluppo della professione con esclusione di altri ruoli e di investimenti impropri. In alternativa disporre l’abolizione della Fondazione, così come strutturata, per dedicare maggiori risorse al sostegno delle azioni di sviluppo e tutela della professione da parte dei soggetti a ciò espressamente demandati.
  7. – Istituzionalizzare il Tavolo di concertazione e di confronto con i Sindacati di categoria riconosciuti a livello nazionale e con i Consigli Nazionali degli Architetti e degli Ingegneri al fine di valutare periodicamente lo stato della professione e sostenere le iniziative necessarie e prioritarie per migliorare le condizioni economiche e sociali dei liberi professionisti.
  8. – Erogazione di un bonus mensile per ogni iscritto mamma o papà che dimostri la riduzione dell’attività professionale per accudire i figli a carico di età non superiore a 12 anni di età. Tale bonus non può sovrapporsi al periodo stabilito per l’indennità di maternità;
  9. – Sostenere l’azione dei Sindacati per costruire una proposta di legge al Governo di abrogazione dell’obbligo di presentazione della Certificazione di Regolarità Contributiva del libero professionista (riforma del DL 50 e s.m.i.). Ciò sia per eliminare una sperequazione tra le Imprese e i Liberi Professionisti (non è infatti richiesta la Certificazione di Regolarità Contributiva del titolare dell’Impresa, ma soltanto quella per i propri dipendenti), sia per consentire ai colleghi morosi di regolarizzare progressivamente le proprie posizioni (ad es. trattenendo INARCASSA il 50% del compenso a scomputo dei contributi dovuti)..
  10. – Per gli iscritti morosi, considerare gli importi finora versati a scomputo prioritario dei contributi dovuti e non per il pagamento prioritario delle sanzioni ed interessi da essi dovuti o, in subordine, ripartire i pagamenti avvenuti dopo l’accertamento di morosità in proporzione tra i contributi evasi, le sanzioni e gli interessi ad essi applicabili.
  11. – Per gli iscritti morosi, che hanno raggiunto i limiti o requisiti previsti per l’erogazione della pensione di vecchiaia, di anzianità, di invalidità, di inabilità, di reveribilità, erogazione del rateo mensile dovuto calcolato sui contributi interamente versati, dando la facoltà di regolarizzare la propria posizione contributiva attraverso un piano di ammortamento da trattenere sull’importo del rateo di pensione.
  12. – Estendere la polizza sanitaria generale anche agli iscritti morosi.
  13. – Erogazione dei prestiti agli iscritti deciso da Inarcassa e non dall’Ente Tesoriere basato sul possesso del requisito dell’iscrizione e sull’attestato di affidabilità patrimoniale dell’istante, rilasciato dall’Ente Tesoriere. Qualora il prestito risulti a rischio da parte dell’Ente Tesoriere, Inarcassa verifica la possibilità di erogazione attraverso un Fondo di Garanzia all’uopo costituito.
  14. – Annullamento del pagamento del contributo minimo soggettivo ed integrativo per l’anno 2020 o, in subordine, ampliare la deroga al pagamento del contributo minimo soggettivo oltre il limite dei 5 anni. L’annullamento dei contributi minimi (soggettivo ed integrativo) per l’anno 2020 non determina una riduzione del gettito contributivo per Inarcassa poiché il mancato versamento di quest’anno sarà corrisposto in più dall’iscritto l’anno prossimo entro il 31 dicembre 2021 e consente,  agli iscritti, di avere a disposizione una piccola risorsa in più per programmare investimenti nell’attività professionale.

Inoltre, la misura agevolativa, ha i seguenti ulteriori vantaggi:

– è equa poiché non crea condizioni di disparità di trattamento tra gli iscritti;

– non incide sulla prestazione previdenziale futura perché il trattamento pensionistico è calcolato al periodo di effettiva contribuzione;

– per i pochi soggetti che si troveranno con redditi al di sotto di quello calcolato per i contributi minimi possono richiedere in futuro il riscatto dei contributi mancanti;

– non comporta oneri a carico dello Stato o di Inarcassa.

15 – Per gli iscritti ai quali è stata revocata INARCARD possibilità di riottenere la stessa attraverso il Fondo di Garanzia all’uopo costituito.

16 – individuare forme di rilancio post COVID-19 e di rientro realmente sostenibili per gli iscritti in difficoltà, sospendendo i recuperi forzosi e l’invio di cartelle esattoriali e prevedendo prestiti a tasso zero a garanzia Inarcassa, restituibili in 10 anni, con almeno 2 anni di ammortamento, con obbligo di rientro dal debito ed immediato ottenimento del certificato di regolarità contributiva, legato al regolare pagamento delle rate.

Augurando un buono lavoro a tutti i Delegati componenti il Comitato Nazionale di INARCASSA e a coloro che verranno eletti nel C.d.A., Federarchitetti, nell’interesse degli architetti ed ingegneri liberi professionisti, auspica l’accoglimento delle proposte di cui sopra, finalizzate al welfare degli iscritti e ad un loro maggiore avvicinamento al nostro Ente di previdenza ”

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