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Con una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio dei Ministri, e a tutti i componenti, senatori e deputati, della Commisione Lavoro Pubblico e Privato della Camera e del Senato, Federarchitetti ha stigmatizzato i contenuti del Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020 ritenendo insufficienti i provvedimenti a favore degli architetti ed ingegneri liberi professionisti e chiedendo di apportare le opportune modifiche in sede di conversione parlamentare del provvedimento governativo.

La settimana scorsa – inizia la nota a firma del Presidente Federarchitetti – avevamo formulato richiesta di adozione di misure economiche che favorissero anche gli architetti ed ingegneri liberi professionisti colpiti dall’emergenza sanitaria (coronavirus) che sta interessando il Nostro Paese da diverse settimane.

Avevamo posto alla Sua attenzione la necessità di favorire misure suppletive a sostegno degli architetti e ingegneri liberi professionisti, di cui FEDERARCHITETTI è Associazione di Categoria, i quali, come lavoratori autonomi, non hanno tutele sociali che possano far superare la crisi economica in atto.

Si evidenzia che gli architetti ed ingegneri liberi professionisti sono coloro che:

  • stanno continuando a recarsi in cantiere per gli adempimenti di direzione dei lavori, di coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione o di direttore tecnico dell’impresa, nonostante non siano state impartite disposizioni che possano evitare il contagio e vi sia difficoltà nel reperimento di mascherine antivirus, come tra l’altro denunciato in questi giorni anche l’associazione dei costruttori ANCE;
  • stanno collaborando in queste ore, per l’alta specializzazione del settore, con l’unità di crisi predisposta dal Governo per elaborare i progetti per la realizzazione di nuove sale di terapia intensiva all’interno o all’esterno delle strutture ospedaliere del Paese;
  • stanno dirigendo, come direttori dei lavori, coordinatori per la sicurezza in fase di esecuzione e direttori tecnici dell’impresa, i lavori per la messa in opera delle nuove sale di terapia intensiva all’interno e all’esterno delle strutture ospedaliere del Paese;
  • come Consulenti Tecnici d’Ufficio o come Consulenti di Parte, sono a casa, fino al 15 aprile, per la sospensione dell’attività giudiziaria disposta con decreto legge n. 11 dell’8 marzo 2020;
  • garantiscono alle imprese (datori di lavoro), come Responsabili del Servizio Prevenzione e Protezione (RSPP), l’ottemperanza alle nuove norme di sicurezza sui luoghi di lavoro;
  • continuano a sostenere gli stipendi dei propri dipendenti, nonostante vi sia l’impossibilità di averli presenti sui luoghi di lavoro per evitare la possibilità di contagio.

In considerazione di quanto sopra esposto, riteniamo insufficienti le misure adottate dal Governo, contenute  nel Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020, con evidente scarsa considerazione del ruolo svolto dagli architetti ed ingegneri liberi professionisti  .

E’ opportuno rilevare che i liberi professionisti contribuiscono per il 12 % al PIL annuale dell’Italia, mentre le misure emanate con il Decreto Legge n. 18/2020 individuano risorse, a favore di tutti i liberi professionisti (di cui gli architetti ed ingegneri sono una parte), di poco più dell’ 1,2 % dei 25 miliardi impegnati col succitato decreto.

Per tal motivo chiediamo che, in fase di conversione del decreto legge n. 18/2020, il Governo e ciascun componente della Commissione Lavoro Pubblico e Privato di Camera e Senato si facciano promotori dell’inserimento nel medesimo delle seguenti misure a favore anche degli architetti e ingegneri liberi professionisti:

  • estensione del bonus di € 600,00 mensili, fino alla cessata emergenza, anche a tutti gli architetti ed ingegneri liberi professionisti iscritti alla cassa di previdenza INARCASSA, considerato che la misura attualmente in vigore favorisce chi già percepisce un reddito, trattandosi di architetti ed ingegneri alle dipendenza della pubblica amministrazione (dipendenti pubblici assunti a part time e docenti) obbligati ad iscriversi alla gestione separata INPS per lo svolgimento, oltre l’orario di lavoro, di attività libero professionale;
  • sospensione dei pagamenti dei contributi dovuti all’Ente di previdenza INARCASSA;
  • sospensione del pagamento della tassa di iscrizione agli Ordini professionali;
  • sospensione del versamento dell’IVA;
  • sospensione della revoca degli affidamenti bancari;
  • sospensione del pagamento delle rate dei prestiti erogati dalle banche e dagli Sportelli per il Credito al Consumo per gli investimenti nell’attività effettuati dai liberi professionisti;
  • accelerazione dei pagamenti delle parcelle dei tecnici liberi professionisti da parte delle pubbliche amministrazioni anche in deroga alla regolarità contributiva;
  • erogazione la cassa integrazione in deroga anche a favore dei dipendenti degli studi professionali dell’area tecnica;
  • erogazione di finanziamenti/bonus per attrezzare gli studi tecnici per lo smart working.

Siamo convinti che in questo momento di emergenza del Paese ognuno debba fare la propria parte per debellare la grave crisi sanitaria ed economica in atto, ma è necessario che a tutti siano riconosciuti gli sforzi fatti per il bene della Nazione.

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